2 • Orbite
Un progetto in corso e un salto nel blu di Prussia
Cari, bentrovati, e grazie a tutti i nuovi iscritti.
Con questo secondo appuntamento possiamo ben dire che la nostra Ghirlanda oramai è avviata.
Siamo a maggio, con una primavera molto restia a farsi vedere; forse anche lei è atterrita da tutte le vicende che accadono attorno a noi e si tiene distante da un’umanità che pare aver perso completamente la bussola.
Non ci sentiamo da marzo, un mese che è passato molto velocemente tra il lavoro e la preparazione di una mia personale che ha inaugurato il 1 Aprile a Bologna durante la Children’s Book Fair su invito di Francesca Protopapa, artista e curatrice, e Marco Tavarnesi di Inuit Bookshop con la collaborazione di Ghirigory Agency. Un invito che ho accolto con entusiasmo e che ha dato il via a un progetto che avevo in cantiere da un po’ su un argomento sconfinato, misterioso e assai sfuggente che è il tempo: un concetto che mi attanaglia da mesi, che rende immediatamente evidente il mistero della vita, la difficile comprensione degli eventi, la saggezza della natura, il soffio vitale che ci accompagna. Una tematica, va detto, con cui ogni creatura vivente va a scontrarsi prima o poi, per motivi diversi.
Orbite è il titolo che ho dato alla mostra ed è anche il nome di questo progetto, che è solo all’inizio. Le tavole esposte sono state realizzate in acrilici, acquerelli e collage; oltre gli originali sono state preparate per l’occasione da Inuit delle stampe risograph: una tecnica che non avevo mai provato, dalle grandissime potenzialità. I soggetti sono diversi, come pure i formati, ma tutto è nato ed è germogliato in questa prima fase sotto un ventaglio fitto di domande che andranno sicuramente ad intensificarsi nei prossimi mesi.
Qual è la mia direzione?
Il campo del mio corpo come sarà attraversato?
Oltre l’orbita terrestre avrò ancora un nome?
Le immagini nella mia mente si dissolveranno o si moltiplicheranno?
Il mio volto come diventerà?
In un tempo futuro mi dividerò o riempirò tutto lo spazio?
Questo progetto è una riflessione sul tempo che ci attraversa, sul nostro rapporto con lo spazio e sui limiti di ogni corpo umano, vegetale o animale.
Dopo questa prima mostra, il lavoro si diramerà tavola dopo tavola.
Ragionando e cercando riferimenti sulla forma del tempo, sull’impatto della luce e dell’aria sui nostri corpi e cercando l’impronta della natura, ero arrivata un po’ di tempo fa alle pagine che provengono dal libro di Anna Atkins (1799 - 1871): Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions. La prima edizione è del 1843, ed è considerato il primo libro illustrato con immagini fotografiche.
Le immagini che seguono sono di pubblico dominio dalla Spencer Collection, The New York Public Library Digital Collections.




Atkins è stata una botanica inglese interessata all'illustrazione scientifica; probabilmente la prima donna a lavorare con la fotografia. Allieva di William Henry Fox Talbot, è con la tecnica di Sir John Herschel che riuscì a esprimere al meglio la sua ricerca sulle alghe marine, felci e altre piante grazie al processo della cianotipia che Herschel inventò nel 1842.
Le sagome degli elementi naturali compaiono sulla carta grazie alla combinazione di due sali di ferro (il ferricianuro di potassio e il citrato ferrino ammoniacale) che mescolati insieme reagiscono alla luce diretta del sole. Inserendo un negativo tra la carta preparata con questa soluzione e la luce ultravioletta, si produce l'immagine fotografica, mentre la parte esposta ai raggi UV fa reagire il ferro che diventa di un blu insolubile: il blu di Prussia.

Quante volte avrà atteso le sue immagini sotto il sole!
Chissà ora dove si trova, se è viva nel suo blu.
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Questo è un breve video del 2018 dal Victoria & Albert Museum, dove Susanna Brown, curatrice della sezione Fotografia, presenta il lavoro di Anna Atkins. Come potete vedere, in alcune cianotipie gli elementi vegetali sono sistemati in cerchio o in forma ovale, a conferma che Ghirlanda è il posto giusto per condividere questa raffinata ricerca.
Vi lascio il link al sito della New York Public Library dove è possibile riempirsi gli occhi di eleganza con molte altre immagini.

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Alla prossima!








